Erysimum rhaeticum

“La solita brassicacea gialla come ce n’è un'infinità”, si potrebbe giudicare con un po' di sufficienza. Ma si peccherebbe di superficialità, poiché la violaciocca svizzera (Erysimum rhaeticum (Hornem.) DC.) ha carisma da vendere. Non solo è una specie endemica delle Alpi, presente solo in Francia, Svizzera, Italia e Austria, ma fa anche parte di uno fra i più attraenti generi della famiglia delle Brassicaceae.

La specie fu raccolta per la prima volta in Svizzera e descritta nel 1815 dal botanico Johann Christoph Schleicher, che fra l’altro, nel 1790 aprì una farmacia e un commercio di tavole d’erbario a Bex e creò il primo giardino botanico del Canton Vaud. Il nome del genere, Erysimum, è la latinizzazione del nome di una pianta citata da Teofrasto, l’epiteto specifico rhaeticum allude alla Rezia, provincia dell’impero romano situata nelle Alpi a cavallo tra Svizzera, Austria e Italia. In italiano si chiama erisimo retico, violaciocca svizzera o violaciocca retica.

Pianta perenne, alta 10-50 cm, di colore verde grigiastro, con un ceppo che emette numerosi fusti eretti, spigolosi, e talvolta rosette sterili (non sempre presenti). Le foglie sono lineari-lanceolate, intere o scarsamente dentate. I fiori giallo chiaro possiedono quattro petali lunghi 14-22 mm e sepali gibbosi alla base (soprattutto i due interni). Il frutto è una siliqua lunga 4-9 cm e spessa 1-1.5 mm, quadrangolare, sormontata da uno stilo lungo 1.5-3.5 mm. Fiorisce tra giugno e luglio.

La violaciocca svizzera è una specie endemica delle Alpi centrali e occidentali, presente lungo quasi tutto l’arco alpino in particolare nelle valli centrali e lungo il versante meridionale, dalla Francia all’Italia, passando da Svizzera e Austria. In Svizzera è diffusa in Vallese, in Ticino e nel Canton Grigioni (bassa Engadina e valli meridionali). In passato era presente anche nella regione del lago di Zugo, dove ormai è ritenuta estinta.

Cresce sulle rupi, nei pendii sassosi, nei prati steppici e nelle pinete continentali asciutte, sia su suolo calcareo che siliceo, dal fondovalle fino alla fascia montana.

Il genere Erysimum è composto da circa 150 specie diffuse nell’emisfero settentrionale, soprattutto sul continente Euroasiatico. Celebre è l’Erysimum cheiri, specie ornamentale già utilizzata nel medioevo, di cui esistono numerose varietà dalle tonalità più disparate (giallo, arancio, rosso, marrone, bianco e crema) alcune delle quali largamente diffuse già nel sedicesimo secolo. Molto utilizzata in passato come fiore reciso, oggi purtroppo la si vede sempre meno, tuttalpiù è ancora coltivata in qualche vecchio giardino.

Nel 2014, a partire da piante raccolte nella zona del Lago Maggiore, è stata descritta una nuova specie, Erysimum insubricum, endemica della zona dei laghi prealpini, tra Piemonte, Ticino e Lombardia. Si tratta di una suddivisione dell’Erysimum rhaeticum basata sul numero cromosomico e su alcuni tratti morfologici (come la lunghezza delle foglie e del frutto, maggiori in Erysimum insubricum). Tuttavia la pubblicazione originale contiene qualche incongruenza e manca un’analisi genetica molecolare per giustificare in modo inconfutabile la descrizione di una nuova specie. Gli individui Gandriesi si riallacciano a Erysimum insubricum, tuttavia, visti i dubbi che permangono, preferiamo qui utilizzare il suo nome storico.

 

Testo e foto: Nicola Schoenenberger
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Erysimum rhaeticum lungo il Sentiero di Gandria

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