Peucedanum cervaria

L'imperatoria cervaria non si pavoneggia, ma osservata bene svela una bellezza squisita. Non sorprende che questa pianta poco frequente sia stata riscoperta di recente come pianta ornamentale, per abbellire le bordure dei giardini naturali.

Il nome Peucedanum proviene dalle due parole greche peukê, ovvero pino e dános, che significa bruciato, a causa dell’odore di resina e degli habitat aridi colonizzati da molte piante di questo genere. L’epiteto specifico cervaria è l’aggettivo latino al femminile singolare di cervarius, ovvero relativo al cervo. In italiano si chiama imperatoria cervaria o peucedano dei cervi.

 

Pianta erbacea perenne della famiglia delle Apiaceae, è alta 30-150 cm, spesso di colore glauco, possiede un grosso rizoma circondato da fibre nerastre e un fusto robusto, poco ramificato, con sottili striature. Le foglie sono composte (pennatosette), rigide, di colore verde-grigio e provviste di una guaina che abbraccia il fusto. Quelle basali sono larghe fino a 30 cm e lunghe fino a 50 cm, con segmenti ovali-oblunghi dal margine seghettato e dalla base lobata. Le foglie del fusto si rimpiccioliscono rapidamente fino a ridursi alla sola guaina in quelle superiori. I fiori sono disposti in ombrelle composte da 15-30 raggi che a loro volta portano delle ombrellette. Ombrelle e ombrellette sono sorrette da brattee lineari riflesse all’indietro con un margine biancastro. La corolla, composta da 5 petali, è bianca. Il frutto è di forma ovale-ellittica, lungo 4-9 mm, con costole marginali strettamente alate. Fiorisce tra luglio e settembre.

 

Pianta di origine europea, è diffusa dal nord della Spagna alla Russia occidentale e dal centro Italia fino in Polonia. In Svizzera è presente lungo tutto l’arco giurassiano da Ginevra al nord est del paese, nell’arco lemanico, in Vallese, Ticino e Grigioni, con qualche stazione anche altrove.

 

Specie caratteristica dei margini secchi e caldi, cresce nelle pinete, nei querceti, nei cespuglieti radi e nei prati secchi e talvolta nelle zone ruderali. Preferisce i suoli calcarei, dal fondovalle fino a 1200 m di altitudine. È iscritta nella Lista Rossa Svizzera e in quella del sud delle Alpi come potenzialmente minacciata (indice NT) ed è protetta nel cantone Turgovia.

 

Rompicapo per i botanici tassonomisti, la sua nomenclatura non è completamente risolta e si dibatte ancora fra il nome di Peucedanum cervaria e quello di Cervaria rivini. L’esito è incerto ma necessario, poiché secondo il codice di nomenclatura botanica una specie può portare un solo nome valido. Molte specie del genere Peucedanum sono state usate nella medicina tradizionale per trattare diverse malattie, comprese quelle infettive. Estratti ottenuti dai frutti dell’imperatoria cervaria possiedono infatti una comprovata, sebbene moderata, attività antibatterica. Dalla pianta si possono anche estrarre acidi grassi particolari per la produzione di materie prime preziose per l’industria cosmetica e medica, in quantità sufficiente per lo sfruttamento commerciale. Per questo motivo, in Ungheria ci furono anche dei tentativi di addomesticare l’imperatoria cervaria per farne una nuova coltura. Negli ultimi anni si è diffuso l’utilizzo come pianta ornamentale nei giardini a bassa intensità gestionale per la creazione di bordure a margine dei camminamenti e delle specie legnose.

 

Testo e foto: Nicola Schoenenberger
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Peucedanum cervaria Sentiero di Gandria
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