Polygala pedemontana

A livello di nomenclatura botanica la poligala piemontese è un vero rompicapo. Non è chiaro se si tratta di un nome da considerare accettato o piuttosto di un sinonimo. Dal punto di vista etimologico invece è tutto chiaro: Polygala pedemontana non vuol dire altro che "molto latte piemontese".

Secondo la tradizione popolare, le piante di questo genere se foraggiate al bestiame stimolerebbero la produzione di latte. Ecco perché fu chiamata Polygala, dal greco poly, ovvero molto e gála che significa latte. L’epiteto pedemontana si riferisce al Piemonte, dove la specie è diffusa e dove fu descritta per la prima volta. In italiano si chiama poligala piemontese.

 

Pianta erbacea perenne della famiglia delle Polygalaceae, possiede fusti ascendenti, alti 10-40 cm e muniti di numerose foglie. Quelle inferiori sono ellittiche o lanceolate, quelle superiori sono lineari, lunghe fino a 15 mm e larghe solamente 2 mm. I fiori, di colore rosa o viola carminio, possiedono due ali laterali lunghe 7-9 mm con nervatura evidente (corrispondenti a due sepali) e una corolla a tre petali posizionata fra le ali con il petalo inferiore sfrangiato. I fiori sono adunati in grappoli terminali poco densi, lunghi fino a 10 cm. Le brattee sono più lunghe dei pedicelli florali e sporgono dai boccioli dei fiori conferendo, al giovane grappolo, un aspetto “ciuffoso”. Il frutto è una capsula lunga 5.5-6.5 mm. Fiorisce tra maggio e luglio.

 

Specie delle Alpi meridionali, è presente in Francia (dipartimento della Savoia), Liguria occidentale, Val d’Aosta, Piemonte e Lombardia. In Svizzera cresce in Vallese (zona del Sempione), nelle valli meridionali grigionesi e in Ticino.

 

La poligala piemontese, amante della luce e delle condizioni asciutte, cresce nei prati secchi e nelle foreste rade, dal fondovalle fino a circa 1700 m di altitudine. È iscritta nella Lista Rossa Svizzera e in quella del sud delle Alpi con l’indice NT (potenzialmente minacciata) a causa delle popolazioni spesso di piccola taglia e isolate. La sua conservazione è considerata prioritaria in Svizzera, seppure con un grado di priorità esiguo. Il suo habitat tende infatti a sparire, per l’eccessiva concimazione, l’incespugliamento o la colonizzazione da parte delle neofite invasive.

 

Le specie del genere Polygala sono spesso difficili da distinguere morfologicamente e, a seconda dei criteri sistematici e nomenclaturali applicati, si contano fra 350 e oltre 700 specie. La posizione della Polygala pedemontana è esemplare per questo dilemma: considerata da taluni una specie a se stante (ad esempio dai botanici svizzeri), è assimilata da altri a P. nicaeensis ssp. carniolica. Visto che per il momento non è stato possibile giungere a una conclusione tale da collocarla in sinonimia o come nome accettato di una nuova specie, il nome Polygala pedemontana è classificato come irrisolto.

 

Testo e foto: Nicola Schoenenberger
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Polygala pedemontana Grandola ed Uniti
Polygala pedemontana Sentiero di Gandria
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Polygala pedemontana Sentiero di Gandria
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