Dalla A alla Z, i nostri post dedicati alle piante più interessanti che incontriamo a Lugano, o nei dintorni. I testi sono scritti da botaniche e botanici professionisti o confezionati dalla redazione di Lugano al verde con la loro collaborazione.

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Iris ×germanica

06.05.2022
Schede botaniche   Sentiero di Gandria

Per la moltitudine di colori splendenti sfoggiati dai giaggioli, Teofrasto li chiamò Iris, prendendo in prestito il nome della divinità greca Iris, personificazione dell’arcobaleno e messaggera degli dei incaricata di trasmettere agli uomini le notizie funeste. L’epiteto germanica allude alla presenza del fiore sugli emblemi araldici dei signori del Sacro Romano Impero, nonché alla loro abitudine di coltivarlo sulle rocce dei castelli. In italiano si chiama giaggiolo paonazzo o germanico, Iris o iride germanica.

 

Pianta erbacea perenne della famiglia delle Iridaceae, alta 30-80 cm, con foglie appiattite disposte a ventaglio, di colore verde-glauco, lineari-acuminate (a forma di spada), larghe 1-4 cm e lunghe fino a 70 cm, munite di un fine margine translucido. Le foglie e i peduncoli florali si inseriscono su di un rizoma (fusto sotterraneo) orizzontale, ramificato e spesso circa 3 cm. I fiori, raggruppati a 3-5, sono di colore blu-violetto o viola, talvolta giallastri o bianchi e composti da un calice di tre sepali e una corolla di tre petali colorati e simili fra di loro. In questo caso, petali e sepali prendono il nome di tepali. I tepali sono lunghi 5.5-9 cm e larghi 4-6 cm, quelli esterni più o meno pendenti, venati di scuro e barbuti sul lato superiore, mentre quelli interni sono eretti. Il giaggiolo paonazzo è generalmente sterile (solo nell’area mediterranea produce talvolta dei semi) e si riproduce vegetativamente per frammentazione del rizoma, generando dei cloni che restano uniformi nel tempo. Fiorisce tra aprile e giugno.

 

L’origine geografica dell’ibrido Iris ×germanica è ignota, essendo un’antica varietà orticola inselvatichita sin dal medioevo e oggi presente un po’ ovunque in Europa e in Nord America. Si ipotizza che sia un ibrido spontaneo tra Iris pallida e Iris variegata originato da qualche parte nell’area del Mediterraneo orientale.

 

Il giaggiolo paonazzo preferisce i suoli calcarei e cresce nelle rupi, sul ciglio dei muri, nelle vigne e nei prati secchi, in posizioni assolate, calde e aride, dai fondovalle fino a circa 1200 m di altitudine. In Svizzera è diffuso, allo stato spontaneo, soprattutto in Vallese e lungo il versante sud del Giura, con qualche raro popolamento anche in Ticino (p.es. al Sentiero di Gandria) e in altri cantoni. È protetto nei cantoni Neuchâtel, Svitto e Zurigo.

 

Nel medioevo i contadini coltivavano il giaggiolo paonazzo nei loro orti come pianta ornamentale, medicinale e alimentare e i signori lo introducevano sulle rupi dei loro castelli, nella credenza che proteggessero dagli attacchi dei nemici. Il rizoma contiene oli eterici, triterpeni e isoflavonoidi ed è utilizzato nella medicina popolare per una moltitudine di scopi: come antispasmodico, stimolante, diuretico, mucolitico, contro la nausea, la flatulenza, la febbre, le malattie della cistifellea, i problemi cutanei e circolatori e durante la dentizione dei bambini. Studi farmacologici più recenti hanno dimostrato effetti neuroprotettivi, ipoglicemici, antimicrobici, antiossidanti, antinfiammatori, antiplasmodiali, antimicotici, immunomodulatori, citotossici per le cellule tumorali e antimutageni. L’olio eterico dell’Iris x germanica ha un odore di violetta ed è uno dei prodotti naturali più preziosi. Viene quindi utilizzato solo in dosi molto piccole, ad esempio per profumi di alta qualità o per aromatizzare prodotti alimentari, liquori e dolciumi.

 

Gli ibridi naturali nel genere Iris, in particolare quelli del Louisiana hanno anche permesso ai biologi di comprendere l’importanza del fenomeno dell’ibridazione per i processi evolutivi delle piante. Malgrado la formazione di ibridi sia un fenomeno raro in natura, le conseguenze evolutive possono essere fondamentali, come l’evoluzione rapida di nuove specie e l’adattamento a nuovi habitat. Un tempo si riteneva che l’ibridazione fosse un errore di percorso con effetti nefasti per le specie implicate, mentre oggi si stima che circa il 70% di tutte le specie vegetali debbano la loro esistenza all’ibridazione naturale. Gli ibridi di Iris della Louisiana sono ormai considerati organismi modello per esaminare i processi evolutivi associati a questo fenomeno.

 

Testo e foto: Nicola Schoenenberger
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Iris germanica, Sentiero di Gandria
Iris x germanica, Gandria
Iris pallida
Vaso con iris, Vincent van Gogh