Dalla A alla Z, i nostri post dedicati alle piante più interessanti che incontriamo a Lugano, o nei dintorni. I testi sono scritti da botaniche e botanici professionisti o confezionati dalla redazione di Lugano al verde con la loro collaborazione.

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Ligustrum vulgare

04.04.2022
Natura in città   Schede botaniche   Sentiero di Gandria  

Già il suo nome, vulgare, lo precisa: dove cresce, il ligustro è uno degli arbusti più comuni. Eppure, malgrado questo appellativo che significa frequente o ordinario, è una pianta dalle peculiarità insolite.

Il nome generico Ligustrum deriva dal latino ligare, ovvero legare o fasciare, e allude all’utilizzo dei suoi rami come lacci in agricoltura, mentre quello specifico, vulgare, che significa comune, frequente o ordinario, si rifà all’ampia diffusione della specie. In italiano si chiama ligustro comune o olivella.

 

Arbusto semisempreverde della famiglia delle Oleaceae, perde le foglie dell’anno precedente a primavera inoltrata quando le nuove foglie sono già spiegate. È alto fino a 4 m. Le foglie, munite di un picciolo breve, sono lunghe 2-5 cm e larghe 1-2 cm, opposte, di forma da lanceolata a obovata, intere e coriacee. I fiori sono adunati in pannocchie compatte all’estremità dei rami, di colore bianco e fragranti. La corolla, lunga circa 5 mm, possiede quattro lobi divaricati. Il frutto è una bacca sferica nera con 2-4 semi. Fiorisce tra aprile e giugno.  

 

Originario dalle zone temperate dell’Europa e dell’Asia occidentale, è presente dal Portogallo al Caucaso fino all’Iran nord occidentale, dal sud della Scandinavia e dalle isole britanniche fino in Marocco. Introdotto nel nord America e in Oceania, è sfuggito dalla coltivazione e diventato invasivo in numerosi luoghi. Predilige i suoli neutri e basici, da superficiali a profondi e freschi e cresce nei cespuglieti aridi e ai margini di boschi decidui termofili a bassa altitudine.

 

La presenza di glucosidi rende tossiche tutte le parti della pianta, in particolare le sue bacche. In passato diverse sue parti venivano mischiate con dei sali di metalli o con del carbonato di sodio per recuperare pigmenti gialli, verdi, rossi o blu, utilizzati per tingere i tessuti o come inchiostri e pitture. Le bacche erano impiegate per tingere il vino. Il legno, particolarmente duro e resistente, è adatto per la tornitura e l’intaglio e serviva alla fabbricazione di manici di utensili. I giovani ramoscelli flessibili venivano usati per la cesteria. Coltivato nei giardini sin dall’età elisabettiana, è una specie apprezzata sia per il fogliame semisempreverde che per la resistenza alla potatura che ne permette l’utilizzo in arte topiaria per la creazione di siepi geometriche e sculture vegetali. I numerosi fiori che producono abbondante nettare e polline, ne fanno un’ottima pianta mellifera.

 

Testo e foto: Nicola Schoenenberger
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Ligustrum vulgare, Sentiero di Gandria
Ligustrum vulgare, Sentiero di Gandria
Ligustrum vulgare Sentiero di Gandria
Ligustrum vulgare, Sentiero di Gandria
Ligustrum vulgare, Pian di Spagna, Adda, Italia
siepe di Ligustrum vulgare